• Gian Paolo Cucchietti è nato a Dronero il 25 Giugno del 1942. Il suo percorso come gregario professionista di alte prestazioni inizia nel 1965 con la famosa squadra Sanson, con la quale rimane anche nell' anno successivo.  Nel 1967 passa alla Max Meyer fino al 1969. Durante questi anni ottiene grandi risultati classificandosi secondo nella Saint-Aigulin (Francia) e terzo nella ventunesima tappa del Giro d’Italia, Trento-Tirano.

     

     
     
     
    Anno 1970. Gian Paolo entra a fare parte dellas quadra Ferretti e rimane con questa fino al 1971.
    Ha partecipato a cinque Giri d’Italia. Ha corso con i più grandi dell’epoca, come Mercks, Gimondi, Motta, Adorni, Zilioli, Balmamion, Anquetil, ecc. Ha girato il mondo con la sua grinta, la sua bici e la sua sete di grandi risultati.
    Nel 1971, decide di ritirarsi e dopo qualche anno, non potendo fare a meno del mondo del ciclismo, decide di creare la sua bottega “Bici Cucchietti”.

     

     
    Nel 1978 crea la sua squadra, il Gruppo Ciclistico Bici Cucchietti, registrandosi alla attualemente denominata Libertas con il codice CN139. Nel 1987 fornisce le bici a Pierangelo Destefanis, Claudio Mattio, Valter Fenoglio e Alessandro Levroni, i quali intendevano compiere il tragitto Himalayano da Katmandù, in Nepal, fino a Lasha, in Tibet. L’avventura fu tutto un successo!

     

     
    Suo figlio Giorgio inizia a lavorare con lui nel 1984, alla giovane età di 14 anni, facendo diventare anche sua la passione per il ciclismo. Insieme fanno crescere la oramai “loro attività”. Accattivano molti  clienti, incentivandoli in diverse attività ciclistiche, alcune organizzate da loro stessi. Si aggiornano in continuazione sui nuovi prodotti ed accrescono quotidianamente le loro conoscenze nel campo, fino a diventare quello che oggi, dopo 34 anni di salda esperienza, possiamo chiamare “il vero culto dell’artigianato ciclistico”.
     
     
    M. Di Benedetto
     
     

     







  • LA CARRIERA AGONISTICA DI GIAN PAOLO CUCCHIETTI.

    Gian Paolo Cucchietti è nato a Dronero il 25 giugno 1942. Sin dalle prime pedalate dimostrò di avere talento ed i risultati non tardarono ad arrivare. Dilettante dal 1962 al 1964 con i colori del "Gs. Asti Torretta" e del "Gs. Ceat Torino", sei vittorie all'attivo e nel 1964 (ultimo anno da dilettante), 4° posto nella classifica finale nel Giro della Valle d'Aosta e vincitore della classifica "Gran Premio della Montagna".

    Nel 1965 il passaggio nelle file dei professionisti, nello squadrone "Sanson", diretto da Ettore Milano e con due capitani "esigenti": Franco Balmamion ed Italo Zilioli; maglia "Sanson" anche nel 1966, nel ruolo di "scudiero" dei due campioni piemontesi.

    Molto apprezzato per le sue doti di "luogotenente di lusso", nel 1967 passa alla "Max Meyer" diretta da Gastone Nencini, dove ritrova Luciano Galbo, amico di vecchia data e compagno di allenamento. Dopo tre anni alla corte di Nencini, accanto a corridori di buona levatura: Michelotto, Zancanaro, Durante, Gualazzini ... ed il "mitico" Gigi Sgarbozza, nel 1970 veste la maglia del Gs. Cucine Ferretti, diretto da Alfredo Martini, squadra di ottima levatura, imperniata sui quattro fratelli svedesi Gosta (vincitore Giro d'Italia 1971) Sture, Erik e Tomas  Pettersson, Simonetti ed il velocista belga Van Vlieberghe. Nel 1971, confermato da Alfredo Martini, ritrova in squadra Italo Zilioli, suo primo "capitano", ma dopo un inizio di stagione molto sfortunanto, prima del Giro d'Italia, il "Cucchio" capisce che è giunta l'ora di dire "basta". Da gran signore lascia il mondo del ciclismo, e con tutta la sua volontà si propone come gestore di un bar a Carignano, ma la passione per il ciclismo "lo frega" e nel 1975 ritorna alle origini .... a Villar San Costanzo, dove apre una "boita artigiana" per la riparazione e la vendita di biciclette .... ovviamente bici rigorosamente da competizione. Il successo della sua nuova attività è storia recente.

    La sua carriera professionista coincide con gli anni d’oro del ciclismo mondiale anni ’60 -’70, infatti, ha gareggiato accanto ai grandi campioni che hanno scritto la storia del ciclismo, gli italiani: Gimondi, Balmamion, Zilioli, Adorni, Motta, Taccone, Massignan, Zandegù, Basso, Bitossi, Dancelli, Panizza, Aldo e Diego Moser, Graziano Battistini; i belgi: sua “maestà” Eddy Merckx, Van Looy, Vannitsen, Huysmans, Reybroeck, i francesi: Anquetil, Poulidor, Aimar, Pingeon, Stablinski; gli spagnoli Jemenez, Ocana, Perez Frances, lo svizzero Ritter ed il “tedescone” Rudy Altig.

    Ha partecipato a cinque Giri d’Italia (tutti portati a termine), quattro “San Remo” ed a tutte le più belle corse di un giorno, in Italia ed in Francia. Ha girato il mondo, con la sua grinta, la sua bici e la sua sete di grandi risultati. Sempre, sia nello sport, sia nella vita di tutti i giorni.

     

    “IL MEGLIO” NEI SEI ANNI DI PROFESSIONISMO

    1966 (Sanson)

    29° Giro di Lombardia

    1967 (Max Meyer)

    1° Gran Premio Città di Antibes (Francia)

    2° Gran Premio Saint-Aigulin (Francia)

    3° Tappone dolomitico Trento -Tirano 50° Giro d’Italia

         (fuga a tre, da lontano: 1° Mugnaini, 2° Pinera (Spagna), 3° “Cucchio”)

    4° Gran Premio di Zurigo

    8° Giro dell’Appennino

    34° Classifica finale 50° Giro d’Italia 

    1968 (Max Meyer)

    10° Tre Valli Varesine

    10° Giro del Veneto

    10° Terza tappa S. Vincent - Alba 51° Giro d’Italia

    14° Campionato Italiano

    1969 (Max Meyer)

    9° Coppa Placci

    1970 (Cucine Ferretti)

    5° Genova - Nizza

    Guido Campana